Il fluoro nel prevenire la carie dei bambini | Ep.1

Benvenuto su Addenta la Salute, il podcast realizzato con la dottoressa Federica Demarosi che ti informa sui rimedi più popolari e smonta i falsi miti sul benessere della tua bocca. Questo è il secondo episodio dedicato a fluoro e bambini.

Ha un nome complicato – fluoroprofilassi – e non se ne può fare a meno: è infatti la pietra miliare della prevenzione della carie in tutti, adulti e bambini. In questo episodio ci occupiamo di questi ultimi, e di come fare fluoroprofilassi a casa nel migliore dei modi.

Anzitutto partiamo dai meccanismi di azione del fluoro, che sono tre:
a) rinforza la struttura cristallina dello smalto con formazione di fluoroapatite
b) favorisce la remineralizzazione dello smalto
c) sortisce un effetto antimicrobico, diminuendone la capacità di adesione ai tessuti orali e i tempi di moltiplicazione.

I mezzi di somministrazione del fluoro sono diversi, sviluppati nel corso degli anni. E ognuno è caratterizzato da diverse concentrazioni, frequenze di uso e posologie (parliamo di acqua fluorata, latte, sale, compresse, gocce, dentifrici, gel, vernici, e così via). Alcuni sono d’uso domestico, altri vengono utilizzati in studio dall’odontoiatra. Come anticipato, in questo episodio parleremo solo dei prodotti a base di fluoro di uso quotidiano e domestico. Lo faremo in due parti, perché il tema è ricco di cose da sapere.

Fluoroprofilassi topica e sistemica

Nel prevenire la carie il fluoro può essere utilizzato in due modalità: topica e sistemica.

La prima riguarda i casi in cui si somministra fluoro in concentrazioni elevate sulla superficie dei denti. La seconda consiste invece nell’assunzione di fluoro per mezzo di ingestione, quindi sotto forma di compresse, gocce, bicchieri di acqua e anche attraverso una dieta specifica. L’effetto preventivo può essere di due tipi: post-eruttivo e pre-eruttivo, che in parole semplici significa rispettivamente dopo e prima che al bambino spuntino i denti, decidui o permanenti. Al momento l’effetto post-eruttivo da somministrazione topica è considerato più efficace rispetto a quello pre-eruttivo da somministrazione sistemica. Sulla fluoroprofilassi per via sistemica, infatti, è controversa l’evidenza scientifica: in letteratura, infatti, sono presenti diversi studi che confermano l’efficacia degli integratori di fluoro (compresse, gocce) nella dentatura permanente, mentre non è ancora chiara la stessa efficacia in quella decidua.

Venendo ai mezzi di somministrazione sistemica, parliamo anzitutto di fluorizzazione dell’acqua potabile: si tratta di una misura efficace, sicura ed economicamente vantaggiosa, tanto da essere elencata tra le 10 più grandi conquiste di salute pubblica del Ventesimo secolo. La fluorazione delle acque è quindi una misura preventiva adottata in vari Paesi, che si preoccupano di inserire fluoro nell’acqua che esce dai rubinetti. La concentrazione considerata ottimale per la prevenzione della carie è di 0.7 mg/l. In Italia, tuttavia, non è prevista.

Per quanto riguarda invece la somministrazione attraverso la dieta, va detto che i risultati sono contrastanti e che non esiste a riguardo un’evidenza scientifica certa. Va rilevato che l’aggiunta di fluoro al sale ha avuto successo in molti Paesi, con una stima di 300 milioni di utenti di sale fluorato in tutto il mondo. Un’altra via è la fluorizzazione del latte, del quale però va detto che l’efficacia c’è solo se supportata da un sistema di distribuzione del latte ben sviluppato, come per esempio un programma che lo preveda per le scuole. Diversamente, i costi superano i benefici.

Vediamo ora i mezzi di fluoroprofilassi per via topica (quindi attraverso dentifrici, collutori o gel); questa via è molto più utilizzata della sistemica ed è in grado di fornire concentrazioni molto più elevate.

I dentifrici al fluoro

Non saranno in pochi, soprattutto se ultraquarantenni, a ricordare questa pubblicità che impazzava negli anni Ottanta. Ora non sappiamo dire quante persone possano affermare quel che diceva il fortunato Paolo in favore di telecamera, ma è un fatto che la riduzione della carie nei Paesi industrializzati è stata merito dell’aumento della diffusione dei dentifrici fluorati. Il dentifricio al fluoro, quindi, è fondamentale.

Dai 6 mesi ai 6 anni di età, la fluoroprofilassi può essere effettuata utilizzando un dentifricio che contenga almeno 1000 ppm di fluoro (che significa lo 0,1%), due volte al giorno, in una dose cosiddetta pea-size (dove quindi la quantità di dentifricio deve essere delle dimensioni di una lenticchia). L’utilizzo di piccole quantità è importantissimo nei bambini di età inferiore ai 6 anni. Solo nei casi di oggettiva difficoltà all’uso del dentifricio e nei soggetti ad alto rischio di carie è indicata un’integrazione: dai 6 mesi ai 3 anni con 0,25 mg al giorno di fluoro in gocce; dai 3 ai 6 anni con 0,50 mg in gocce o compresse.

Prima abbiamo insistito sulla dimensione contenuta della dose, che deve essere pea-size. Questo perché i bambini molto piccoli non sanno ancora controllare bene il riflesso della deglutizione, e allora tendono a ingerire parte del dentifricio, con conseguente assorbimento sistemico di fluoro. Un’assunzione eccessiva e protratta nel tempo durante l’età pediatrica può essere causa di fluorosi dentale, una patologia che si manifesta con macchie dello smalto: esistono evidenze in base alle quali usare un dentifricio fluorato prima dei 12 mesi di vita del bambino può essere associato a un maggior rischio di fluorosi, così come esiste forte evidenza sull’incremento del rischio di fluorosi usando un dentifricio con almeno 1000 ppm di fluoro fino ai cinque, sei anni di età. Ecco perché è importantissimo controllare la quantità di dentifricio fluorato sullo spazzolino del bimbo nei primi anni di vita, assicurandosi che sia – come detto – pea size. E comunque, con la fluorosi è praticamente impossibile non averci a che fare: sulla base di innumerevoli studi epidemiologici, l’OMS – organizzazione mondiale della sanità – sottolinea che, qualunque sia la fonte di fluoro utilizzata, non esistono benefici in termini di prevenzione della carie senza dar luogo a forme, pur lievi, di fluorosi.

Chiudiamo il capitolo dentifrici con un’avvertenza: per massimizzare l’effetto benefico del fluoro è consigliabile non risciacquare dopo aver spazzolato i denti, o comunque ridurre al minimo il risciacquo stesso.

Questa prima parte si chiude qui. Nella successiva continueremo a parlare di fluoroprofilassi nei bambini parlando di collutori e rispondendo ad alcune domande nella linea di Addenta la salute, il podcast realizzato con la dottoressa Federica Demarosi che ti informa sui rimedi più popolari e smonta i falsi miti sul benessere della tua bocca. A presto.

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